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lunedì 16 dicembre 2013

FIORANO tra i fondatori del Consorzio di Vignaioli BIO "TERROIR MARCHE"

E' nato ufficialmente il 1 maggio 2013, il nuovo Consorzio di Vignaioli Bio
 delle Marche TERROIR MARCHE.  www.terroirmarche.com
Fiorano tra i fondatori di questa interessante realtà nel panorama
vitivinicolo  della regione.
Cosa si prefigge di fare il Consorzio (stralcio):

"Il Consorzio non ha scopo di lucro e si prefigge la promozione e la valorizzazione
 della vitivinicoltura biologica/biodinamica marchigiana, la difesa del territorio e dei
beni comuni, la diffusione di culture e pratiche per una economia sostenibile e solidale.
Il consorzio ha per oggetto anche l'accordo con i consumatori che si siano aggregati
in forma di Gruppo di acquisto, associazione o Cooperativa di consumo riconoscendovi
il primo privilegiato interlocutore e partner del Consorzio.
Per tramite del consorzio i soci consorziati costituiscono l'organizzazione comune istituita
per l'esecuzione degli scopi specifici di seguito elencati:
- partecipare in modo collettivo a fiere ed eventi di promozione, nazionali ed internazionali,
 dei vini e dei prodotti biologici/biodinamici;
- organizzare eventi di promozione e valorizzazione dei vini dei consorziati e più in
generale dei vini da agricoltura biologica/biodinamica;
- organizzare forme di collaborazione destinate a acquisti e/o condivisione di mezzi e
strumenti tecnici destinati ai soci;
- promuovere reti di imprese fra gli associati in grado di ottimizzare risorse e finanziamenti;
- organizzare seminari e convegni per l'innovazione ed il miglioramento della produzione,
anche al fine di favorire ed assistere l'impresa nella ricerca di partners per la costituzione di
 joint ventures anche all'estero;
- realizzare e/o promuovere Centri di Ricerca e progetti, anche consortili, di ricerca avanzata
nel settore di appartenenza dei soci, progetti in collaborazione con istituti di istruzione
 superiore e/o universitaria, operando nell'interesse dei soci e di società, enti, istituti e altri
soggetti terzi;
- promuovere interventi finalizzati alla promozione delle produzioni biologiche e biodinamiche
 favorendo o adottando sistemi di garanzia partecipata che, affiancati od in alternativa ai
 normali circuiti della certificazione del biologico, possano costituire occasioni includenti
 di confronto e conoscenza approfondita dei prodotti tradizionali;
- predisporre e gestire piani nell'agriturismo, turismo e artigianato rurale con progetti
che puntino alla valorizzazione dell'identità territoriale e di un incoming volto a stimolare
forme di turismo sostenibile;
- predisporre e gestire piani per la gestione di attività culturali e ricreative sia in zone rurali
che in zone costiere privilegiando la valorizzazione delle peculiarità delle comunità locali;
- gestire punti di degustazione per far conoscere al pubblico i prodotti delle aziende dei consorziati;
- partecipare a tutte le attività e iniziative che nei territori della Regione Marche si pongano
 l'obiettivo della salvaguardia del paesaggio, dei beni comuni e delle risorse naturali".
(art.4 Statuto Consorzio terroirMarche).
Di seguito, articolo del Gambero Rosso  di dicembre 2013 su Terroir Marche

...


 

domenica 10 febbraio 2013

MILLESIME BIO a MONTPELLIER: una fiera che fa riflettere

Siamo  appena tornati dalla più grande e importante fiera del vino biologico e naturale  in Europa "Millesime BIO" che si è tenuta a Montpellier dal 28 al 30 gennnaio 2013. Abbiamo organizzato una bella trasferta collettiva di  quattro "vignerons" delle Marche- noi, Aurora, La distesa e La Marca di san Michele- una allegra brigata di amici ,  eccellenti produttori, che non si riconoscono nelle "piccolezze" dei consorzi, che non si riconoscono nel "politichese" della gestione dei territori e dei suoi territori, massacrati da incapacità manageriali dei suoi rappresentanti che col mondo vero agricolo hanno poco a che fare, e che soprattutto non hanno visioni di internazionalizzazione.   E' stata una importante fiera, con grande affluenza e soprattutto con molti confronti con i nostri concorrenti d'Oltralpe.  Una bella fiera, molto "democratica" nell'impostazione, con stand minimalisti e tutti uguali indipendentemente dall'importanza dell'azienda, come da noi non se ne vedono più (vedi Vinitaly, chi più ha soldi più appare con stand mirabolanti).  Tutto molto funzionante, semplice, immediato. e soprattutto aperta solo agli operatori. Arrivano al tavolo, dotati di taccuini e libro degli espositori. Assaggiano indefessi, professionalmente, in batteria i vini e non si dilungano in questioni. O il tuo vino piace o non piace. Se piace , ripassano il giorno dopo ancora e a quel punto riassaggiano e ti chiedono per eventuale collaborazione. Metodo diretto, franco, corretto. Come da noi non succede più.
...Ma i nostri politici ( e anche alcuni  vignaioli),  frequentano queste fiere internazionali, si confrontano, imparano dall'esperienza e dagli assaggi altrui? Impariamo dagli altri paesi a gestire il "mondo vino" e il "mondo agricoltura"? O pensiamo di default che il "nostro prodotto e il nostro modo di operare sia il migliore al mondo"?   C'è qualcuno che ancora lo crede? Veramente non abbiamo mai bisogno di imparare dagli altri? Ma un pullmino organizzato per far fare un tour   a qualcuno di nostra conoscenza in queste meravigliose  realtà,  si può fare?  Sarebbe il caso.