Azienda Agricola Fiorano- organic winery and natural wines-Agritourism in Le Marche
martedì 10 gennaio 2012
LA VENDEMMIA ITALIANA UCCISA DALLA BUROCRAZIA
Il mondo del vino è giunto al limite della sopportazione. Al calo dei consumi, alla crescita della concorrenza mondiale, agli effetti della crisi economica sulla classe media, i viticoltori italiani devono aggiungere una pressione burocratica che pesa oggi come mai in passato. Paradossalmente, per loro è la burocrazia a ubriacare. Quello del vino è un settore su cui si concentrano controlli e soprattutto adempimenti di varia natura in misura superiore a ogni altro comparto del settore agroalimentare. E questo stato di cose non può più continuare per due ordini di ragioni: primo, perché pretendere dall' industria e dal vigneron gli stessi adempimenti può diventare la peggiore ingiustizia e, secondo, perché la ragione di molte scartoffie è venuta meno, ma sono rimasti chili di moduli, da compilare, spesso, attraverso consulenti, associazioni di categoria e "professionisti" variamente interessati. Per arrivare a tappare la sua bottiglia di vino doc, un viticoltore deve fare richiesta per poter piantare, subire la verifica di ciò che ha piantato e quindi iscrivere la vigna all' albo. Dopo la fatica e l' investimento, dopo tre anni di coltivazione (e sperando che la grandine, la peronospora e la flavescenza stiano sempre lontane), finalmente arriva la prima vendemmia. E con essa, la prima denuncia di produzione all' organismo di controllo, la prima compilazione del registro di vinificazione (su cui si scrive almeno mezza dozzina di volte ogni anno, per ogni vino, con colonne, conti e riporti). Poi c' è il registro di carico e scarico; quindi il registro di imbottigliamento e, naturalmente, bisogna acquistare le fascette, chiedere il parere di imbottigliamento, mandare il vino in degustazione e attenderne il responso. Una pletora di attività richieste, fra le quali non è più facile distinguere le molte cose inutili dalle poche utili. Immagino l' obiezione: i controlli sono la garanzia del consumatore. Allentarli può far tornare i tempi bui del metanolo. Non sono d' accordo. Quello che sembra buon senso, in realtà, manifesta una certa ignoranza e soprattutto non vede che tutta questa burocrazia pesa in modo assai diverso per le aziende dei vignaioli, producteurs et récoltants si direbbe in Francia, rispetto alle grandi aziende che basano la propria attività sul commercio di vini. Intanto, lo scandalo del metanolo fu scatenato da chi non aveva mai fatto una vendemmia e tuttavia produceva ogni anno un vino sempre uguale, nel grado e nella mediocrità. In secondo luogo, registri e bolle c' erano già tutti al tempo dello scandalo e non lo evitarono né salvarono vite. Chi desidera impiantare un' impresa che guadagni sul vino, magari senza avere nulla a che fare con l' uva, non si spaventa certo della burocrazia, anzi, è spesso formalmente più "in regola" di qualunque viticoltore che, tra lavori di campagna e di cantina, ha poche risorse sue da dedicare alle scartoffie e manca dei margini per pagare del personale che si occupi di esse. Il fatto che la legge della burocrazia sia uguale per tutti si traduce così in una regolarità formale per aziende che operano con logiche industriali, che spalmano i costi della segretaria dedicata su milioni di bottiglie o li recuperano commercializzando prodotti mediocri, mentre diventa la spada di Damocle della costante irregolarità formale, sulla testa dei vignaioli veri. Dunque tutte quelle pratiche (quanta ironia in questo nome) non assicurano la regolarità sostanziale di quelle aziende. E cosa ci dicono della sostenibilità umana e ambientale del loro modo di lavorare? Cosa della qualità di quei vini? Se da vent' anni la critica enologica tributa i giusti allori alle produzioni di taglia artigianale, fino ad arrivare ai quasi paradossali vins de garage, siamo dinanzi a un fatto: le bottiglie più premiate e lo stesso prestigio enologico di un Paese vengono da chi ha le maggiori difficoltà a sostenere il peso della burocrazia. È giunto il tempo, allora, di chiederci cosa è giusto, non solo cosa è legale. E in un contesto globale, con sistemi economici che mettono in competizione il mondo intero, è doveroso riflettere: con quale faccia imponiamo ai nostri viticoltori di competere con chi ha a che fare con meno della metà dei controlli e dei controllori (come in Francia) e con chi non ha nemmeno un decimo dei suoi adempimenti (come nel Nuovo Mondo, in Australia o in Cina). Serve davvero segnare ogni travaso in cantina su un registro che, aperto, non sta nemmeno tutto sul tavolo? Davveroè ancora necessario tracciare ogni chilo di feccia che resta sul fondo di una vasca, per evitare che qualcuno lo distilli clandestinamente? Bisogna distinguere per non commettere le peggiori ingiustizie: se i grandi produttori industriali possono continuare come oggi, ai piccoli, ai vignaioli che trasformano le proprie uve o poco più, non deve restare, degli adempimenti attuali, che il dovere di una dichiarazione delle uve vendemmiate e del vino prodotto, corredato dell' indicazione dei trattamenti enologici che i regolamenti europei prevedono siano registrati. Il potere politico ha l' opportunità di fare questa liberalizzazione e, a mio avviso, ha il dovere di concentrare tutte le funzioni di controllo in un unico organo cui fare riferimento. Sì perché, oggi, gli interlocutori della cantina sono Comune, Provincia, Regione, Asl, Icq (ex repressione frodi), Camera di Commercio, Valoritalia, senza contare le forze di polizia (che sono comunque quattro, a loro volta). E alcune di queste istituzioni interagiscono con le cantine attraverso uffici diversi, che spesso comunicano assai poco fra loro. Si camminano più i corridoi che le vigne, prendendo a prestito un' espressione di Veronelli. Tutto questo stato di cose si traduce in una difficoltà iniqua, per chi voglia condurre un' attività a misura d' uomo e di ambiente, perché aggiunge pensierie costi alla fatica, agli incerti atmosferici, al mercato sempre più affollato. E se penso che tanti ostacoli diventano un deterrente ulteriore, per un giovane che voglia iniziare l' attività agricola, sostengo con ancor maggior forza che il mondo del vino non solo non può più permettersi questo stato di cose, ma, quel che è peggio, rischia di non sopravvivergli. - CARLO PETRINI
domenica 10 aprile 2011
UN BLOG DEL VINO PER PARLARE DELLE PERSONE CHE FANNO IL VINO
Buona lettura!!!! http://www.winestories.it/
giovedì 28 ottobre 2010
mercoledì 22 aprile 2009
IL NOSTRO VINO "FIORANO" SELEZIONATO TRA I MIGLIORI VINI AL DI SOTTO DEGLI 8 EURO dalla rivista di settore SPIRITODIVINO

Nel numero di aprile di "Spirito diVino", il nostro vino "Fiorano " IGT Marche sangiovese 2007 , è stato selezionato tra i 16 migliori vini d'Italia con prezzo enoteca al di sotto degli 8 euro!!!. Questo vino che è un Sangiovese in purezza proveniente da uve coltivate secondo metodo biologico certificato, con passaggio solo ed esclusivamente in acciao per scelta enologica e con un residuo in solforosa di 58 mg/litro (limite accettato nei rossi :180 mg/l) in cantina ha un costo di euro 5, 50, IVA compresa. Siamo molto contenti di questa segnalazione che rende ragione del nostro modo di operare!!!
Fiorano IGT Sangiovese wine 2007 , organic wine, has been selected from the specialized wine magazine "Spirito diVino" (April 2009) as one of the 16 italian wines for quality under 8 euro/bottle price. We are very happy in receiving the acknowledgment!!!
NOTE TECNICHEVino tratto esclusivamente da uve sangiovese, coltivate su terreni calcareo-sabbiosi con esposizione sud-ovest. Queste uve sono raccolte da vigneti di 4-35 anni di età, effettuando preventivamente diradamento, selezione e raccolta manuale in piccole cassette al fine di mantenere intatti acini e grappoli fino alla lavorazione in cantina. La pressatura soffice delle vinacce che avviene con pressa a polmone d'aria a bassissima pressione, permette l'estrazione solo delle parti nobili della buccia e polpa.La maturazione del vino avviene esclusivamente in botti d'acciaio per conservare appieno i ricchi profumi primari di questo vitigno; i travasi effettuati per decantare il vino dai residui di fermentazione vengono protetti da un uso limitato di anidride solforosa. L'analisi del prodotto finale ne rivela un contenuto inferiore ai 58 mg/l ((limite disciplinare biologico AMAB, 60 mg/l max rispetto al limite di 180 mg/l ammessi nel vino convenzionale).
Composizione varietale: Sangiovese 100%
Caratteristiche Colore: rubino con riflessi violacei
Profumo: frutta rossa matura
Sapore: persistente e morbido
Wine composition: Sangiovese 100%
The features of the colour: ruby with violet tints
Smell: red ripe fruits
Taste: lingering and soft
giovedì 11 settembre 2008
I SOMMELIER di SORGENTEDELVINO hanno degustato il "DONNA ORGILLA" vino pecorino: eccellente risultato!

Donna Orgilla - Pecorino Igt Bianco Marche 2007Fiorano Azienda Agricola - Cossignano (Ascoli Piceno)
Una giovane azienda vitivinicola marchigiana che produce vino coltivando le uve con il metodo biologico. Ancora una volta la storia di persone che arrivano all'agricoltura dopo altri percorsi di vita. Attenzione al territorio e grande passione che si ritrovano anche nella bottiglia.
Pecorino in purezza, proveniente dalle terre delle Marche.
La bottiglia è fresca, appena poco più fresca della cantina. Verso, bellissimo il colore paglierino intenso, limpido brillante.
Annuso, fiore di biancospino, frutta bianca con la pesca in grande evidenza, mediata con note sottili ma precise di agrumi, pompelmo giallo, limone maturo su tutte.
Assaggino, girata di bicchiere, altra snasata... Il naso è mobile sulle note di prima, in bocca è potente ma non pesante, acidità ben presente, decisamente sapido, molto piacevole, di buon equilibrio e bella beva.
Finale decisamente lungo.
Marchigiano fino in fondo, territoriale, matrimonio d'amore con la cucina della costa, fritti misti e grigliate di pesce robusto.
Pronto da bere, migliorerà ulteriormente con qualche anno di cantina.
Data della degustazione: 12/08/08Lotto:
http://www.sorgentedelvino.it/
lunedì 8 settembre 2008
E' iniziata la vendemmia 2008 con l'uva pecorino!!!!




